Un cane da caccia che affronta ore di attività sul terreno, corre, cambia direzione, supera ostacoli e mantiene alta la concentrazione.
Non è semplicemente un cane molto attivo.
È un atleta.
Per questo genetica e addestramento non bastano. Preparazione fisica, recupero, peso, alimentazione e prevenzione degli infortuni hanno un ruolo importante nel permettergli di lavorare bene e, soprattutto, di farlo più a lungo mantenendo una buona qualità di vita.
Sono alcuni dei temi affrontati dal Prof. Filippo Maria Martini, socio fondatore di Ortovet, in una recente intervista dedicata alla medicina veterinaria sportiva e alla gestione del cane da caccia.

Il cane da caccia va preparato prima della stagione
Uno degli errori più comuni è passare da un periodo di scarsa attività direttamente a giornate di caccia molto impegnative.
La preparazione dovrebbe invece iniziare gradualmente almeno 6-8 settimane prima della stagione venatoria, aumentando poco alla volta durata e intensità del lavoro e alternando attività, potenziamento muscolare e recupero.
Prima dell’inizio della stagione è consigliabile anche una visita clinica, con valutazione ortopedica e controllo del peso. Nei cani più maturi, molto performanti o con precedenti problemi, possono essere utili ulteriori accertamenti.
Per noi di Ortovet prevenire significa proprio questo: cercare di individuare un problema prima che diventi un limite sul campo.

Non aspettare necessariamente che zoppichi
Un cane atleta non sempre mostra chiaramente che qualcosa non va.
I primi segnali di affaticamento o sovraccarico possono essere semplici cambiamenti nel suo comportamento:
- ha meno voglia di lavorare;
- rallenta prima del solito;
- appare più rigido nei movimenti;
- salta con maggiore difficoltà;
- appoggia una zampa in modo diverso;
- perde concentrazione.
Noi di Ortovet lo vediamo spesso: una zoppia non è sempre il primo segnale. È semplicemente il cane che conosci bene a sembrarti “diverso”.
Stiramenti, tendiniti, lesioni muscolari, traumi articolari e problemi da sovraccarico sono tra le problematiche più frequenti nei cani impegnati nell’attività venatoria.
Osservarlo bene, quindi, è già una forma di prevenzione.

Anche il recupero fa parte dell’allenamento
Dopo una giornata molto intensa, il cane ha bisogno di recuperare.
Per il Prof. Martini anche il recupero è parte dell’allenamento; motivo per cui andrebbero previste almeno 24-48 ore di recupero relativo, in base allo sforzo sostenuto, all’età e alla condizione fisica del cane.
E non si tratta soltanto di muscoli.
Durante la caccia il cane utilizza anche concentrazione, attenzione e capacità decisionale. Un recupero insufficiente può aumentare il rischio di infortuni e, nel tempo, ridurre le prestazioni.
Secondo noi di Ortovet, riposare bene è importante quanto allenarsi bene.

Peso, alimentazione e caldo possono cambiare tutto
Anche un lieve sovrappeso può ridurre la performance e aumentare il rischio di infortuni.
Durante la stagione venatoria il fabbisogno energetico può inoltre aumentare in modo importante, arrivando in alcuni casi a superare il doppio rispetto ai periodi di riposo.
Per questo alimentazione e quantità di cibo devono essere adattate al lavoro realmente svolto. Come sottolinea Martini, è importante anche evitare pasti abbondanti subito prima dell’attività e garantire sempre una corretta idratazione.
Poi c’è l’ambiente.
Terreni duri o sconnessi aumentano il rischio di traumi, mentre temperatura e umidità elevate rendono più difficile per il cane disperdere il calore.
Acqua, pause frequenti, allenamento graduale e attenzione alle ore più calde sono quindi fondamentali.
Il colpo di calore è una vera emergenza medica e non deve essere sottovalutato.

Dopo un infortunio si può tornare a caccia?
Il Prof. Filippo Maria Martini afferma che dopo un infortunio tornare all’attività è spesso possibile, a condizione che il problema venga individuato presto e affidato a una gestione specialistica.
Noi di Ortovet oggi possiamo contare su strumenti di ortopedia veterinaria molto avanzati, tra cui TAC ad alta definizione, pianificazione chirurgica, artroscopia, impianti dedicati e programmi personalizzati di riabilitazione.
Il nostro obiettivo non è semplicemente eliminare la zoppia, ma riportare il cane al miglior livello funzionale possibile, rispettando i suoi tempi, la sua età e il tipo di attività che svolge.
Per noi il punto è semplice: un cane da caccia merita di essere gestito come un vero atleta. Prepararlo bene, osservare i primi segnali e intervenire tempestivamente può fare una grande differenza sulla sua salute e sulla possibilità di continuare a svolgere ciò che ama.
Vuoi approfondire?
Il Prof. Filippo Maria Martini affronta questi temi in modo ancora più completo nell’intervista pubblicata sulla rivista mensile Diana di Luglio 2026 a firma Chiara Corradi, parlando anche di genetica, monitoraggio GPS, alimentazione, integrazione, prevenzione, tecnologie ortopediche e recupero dopo gli infortuni.
Scarica qui il pdf dell’intervista: Articolo completo rivista Diana

Hai un cane da caccia? Valutiamo insieme come proteggerlo
Se il tuo cane affronta regolarmente giornate di caccia, allenamenti intensi o ha già avuto episodi di zoppia, rigidità o calo della performance, una valutazione specialistica può aiutarti a capire come prepararlo, proteggerlo e gestirlo nel modo più corretto.
Noi di Ortovet possiamo affiancarti con un consulto dedicato, valutando età, attività, condizione fisica ed eventuali problemi ortopedici già presenti: richiedi una consulenza specialistica Ortovet.
